Cos'è una leggenda metropolitana?
Una leggenda metropolitana è una vaccata che in molti spergiurano sia vera, ma che in realtà nessuno è in grado di provare. La leggenda metropolitana va ben oltre le fake news, non si sa mai chi l'abbia fatta circolare né si hanno informazioni sufficienti a capire se sia o no una boiata. La leggenda sconfina nel mito e viene raccontata a suon di "ho sentito dire che..." e "un amico di mio cugino giura che...". Insomma, verità zero.
Vuoi saperne di più sulle leggende metropolitane?
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Leggende metropolitane
Un camionista narrava un'avventura occorsa ad un suo collega. Praticamente costui guidava un camion con rimorchio. Inizia il sorpasso di un maggiolino giallo (specificato), ma, sovrapensiero, dimentica di avere il rimorchio e rientra prematuramente in corsia sbattendo fuori strada il povero ...
Si dice in giro che da uno studio fatto sulle sostanze presenti nelle ciotoline di patatine che si mettono sui banconi dei bar, a disposizione di tutti i clienti, sono state trovate in media 7 diverse tracce di urina per ...
Segnalata da: Fede - Brunilde
Nel 89-90 in belgio (sembra ad Antwerpen) ad una persona e' esplosa la tazza del cesso a causa del metano 8di fogna) e della sigaretta che aveva gettato ...
Si dice che alcune centinaia di anni fa uno scienziato spello' due esseri umani uno dei quali gravido.
Questi due cadaveri sono conservati imbalsamati in una chiesa di Napoli.
Nessuno sa dire (o vuole dire) se siano davvero esseri umani oppure se siano stati scolpiti nel legno da tale scienziato.
Io li ho visti.
Se sono scolpiti nel legno allora la loro verosomiglianza e' stupefacente.
Di conseguenza non mi stupirei se fossero due esseri umani veri spellati e imbalsamati.
Tutt'ora non ho incontrato ancora qualcuno che mi sapesse la ...
Segnalata da: PeppeNapoliMistery
All'ospedale si è presentato un signore con una grossa abrasione sul pene
assieme ad una donna (amante) con una ustione sulla schiena! Dopo
aver assistito entrambi i pazienti ci si è chiesti come potesse essere
successo. Risposta: mentre lei gli stava praticando un rapporto orale lui
stava cuocendo due uova strapazzate. Nel cuocere l'altra parte della
frittata gli è sfuggita cadendo sulla schiena di lei che d'stinto a
reagito stringendo il suo pene tra i ...
Una ragazza appassionata collezionista di puzzle ricevette per posta un plico contenenente il famoso passatempo ... cercò di completarlo tutto in
una sera ma quando mise l'ultimo tassello cadde a terra morta ... il suo volto aveva un'espressione inorridita ... il puzzle trovato rappresntava una casa dalla cui finestra si intravedeva una giovane donna (indovinate un po' chi) distesa a terra morta ... la foto che i pezzi rappresentavano pareva scattata esattamente dall'albero di fronte a casa sua ... gli
inquirenti pensarono a uno scherzo di cattivo gusto di qualche scellerato che notando la morta scattò la foto e poi ultimò il puzzle e in seguito lo mise sul tavolino ... ma com'è che nel puzzle in quella casa, da quella finestra, vicino al corpo, sul tavolino si intravede un puzzle molto simile (per quanto si possa focalizzare) allo ...
Segnalata da: Peolo
Un anonimo cuggino riceve in regalo del padre per i 19 anni una BMW 525, con la quale si e' recato in discoteca per festeggiare il capodanno. Durante la serata ha conosciuto una ragazza russa bellissima che "ci stava" allora l'ha limonata un po', l'ha toccata un po'. Dopodiche' sono usciti dalla disco per andare a casa di lei, dove hanno (a suo dire) fatto una scopata epica. La mattina seguente lui si sveglia da solo, si alza, e cerca i vestiti senza trovarli, allora cerca la russa, senza trovare nemmeno lei. Insospettito si affaccia alle finestra e indovinate... non c'era piu' nemmeno la macchina. I carabinieri (ha avuto coraggio di andare a fare denuncia) hanno detto che non e' stato l'unico e che la casa era intestata ad un russO che aveva esibito documenti ...
Torino per antonomasia viene definita città magica, e sono molti i fatti curiosi ed avvolte anche un po' macabri che alimentano questo pensiero.
In centro torino c'è palazzo Trucchi un edificio delle seconda metà del 600 costruito da Amedeo di Castellamonte per il suo ministro delle finanze ed ora sede della Banca Nazionale del Lavoro; il portone d'ingresso viene chiamato "portone del diavolo".
Prese questo nome a seguito di alcuni fatti spiacevoli avvenuti nel palazzo come:la morte per una pugnalata di una ballerina, l'inspiegabile scomparsa di un invitato e soprattutto pe il fatto che il portone è stato posto nel giro di una notte, senza che nessuno nel quartiere se ne accorgesse.
Proprio per questo motivo le persone hanno ipotizzato che fosse stato il diavolo ad aiutare e permettere così la posa di un pesante portone in una sola notte e senza rumore.
Se si guarda da vicino si puo notare che alquni degli intersi del portone si spirano ad effigi ed elementi ...
Segnalata da: fabianella
La prof di italiano al 1° superiore ci da come tema: "Scrivi l'azione più ardua che faresti".
Un mio amico di quelli che fanno sempre casino scrisse:
-Vorrei consegnare il compito in bianco.
E così fece, la prof. gli mise un ...
Segnalata da: Giovanni Zimott
Anni fa, studentazzo a Pisa, passavo le sere estive sulle spallette dell'arno a guardare i ratti che leccavano le coppette di gelato gettate di sotto dagli accaldati pisani. In una di queste nottate, dopo una robusta bevuta di rosso di montalcino, io e altri due amici vedemmo attraversare l'arno da un esemplare di ratto mostruosamente lungo. Era di circa un metro e mezzo e lanciammo un urlo da svegliare la città alle tre del mattino.
Questa visione ce la siamo portata avanti per parecchio tempo. Ovviamente nessuno ci credeva e attribuivano al rosso le potenzialità dell'acido lisergico.
Qualche tempo dopo ci ritrovammo sulla stessa spalletta, ma stavolta alle dieci di sera, con la massa di pisani e studentazzi a prendere il fresco. E questa volta la visione fu più chiara, c'erano i lampioni ancora accesi e non avevamo bevuto. Urlammo (di gioia!) alla vista del topocane che attraversava in senso orizzontale l'Arno venendo verso di noi. Tutti guardarono la strana bestia e i testimoni stavolta furono moltissimi. Noi continuavamo ad urlare come ossessi "IL TOPOCANE, IL TOPOCANE". Un ragazzo seduto accanto a noi rideva; si avvicinò e ci disse: "Ma che topocane, imbecilli; quella è una nutria. Io sto sull'Arno tutte le sere con i canottieri e le vediamo ogni tanto. Non è neanche parente nè del topo nè del cane".
Fu il crollo di quella che poteva essere una grande ...
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