La Pecora Sclera

Leggende metropolitane

Fantasia o realtà? Leggenda o verità? Stasera mangio una carbonara o sto leggero?

Cos'è una leggenda metropolitana?

Una leggenda metropolitana è una vaccata che in molti spergiurano sia vera, ma che in realtà nessuno è in grado di provare. La leggenda metropolitana va ben oltre le fake news, non si sa mai chi l'abbia fatta circolare né si hanno informazioni sufficienti a capire se sia o no una boiata. La leggenda sconfina nel mito e viene raccontata a suon di "ho sentito dire che..." e "un amico di mio cugino giura che...". Insomma, verità zero.
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Leggende metropolitane

Delle persone che conosco sono andate in gita in un luogo di montagna popolato solo da vecchi. Si dice che ci sia un fantasma bambino che, per esistere, ha bisogno... di pelle umana... di bambino. Una sera, al ritorno da una camminata, queste persone trovarono un gran disordine nella pensione dove alloggiavano... anche se non c'era nessuno in quel periodo. Tra le altre cose fuori posto c'erano dei bicchieri macchiati di rosso, con scritta una data: quella della morte dello spirito ...
Segnalata da: eman

A proposito di fantasmi...in provincia di Gorizia in un paesino vicino al fiume Isonzo,esiste un'Azienda Vitivinicola,all'interno della proprietà si trova una casa disabitata molto antica...in questa casa nel passato fu murata viva una ragazza e si dice che ora il suo fantasma gira ancora per la vecchia villa,i gestori di questa Azienda evitano di entrarci,la villa è attualmente chiusa e nessuno ci entra e nemmeno si avvicina...si dice che il corpo della ragazza sia stato murato in ...

Una tizia in america ha chiesto il rimborso per le cure mediche che ha dovuto fare al proprio gatto alla ditta costruttrice della sua lavatrice,perchè sulle istruzioni non c'era scritto che gli animali non devono essere lavati in ...

Un mio collega dice che c'è un Transilvania (un pub... non sa quale) che tra i vari scheletri finti ne ha anche uno vero. Non sà se è una leggenda metropolitana, se è la verità o più semplicemente una voce messa in giro proprio dal pub per farsi ...
Segnalata da: Drum

Leggende metropolitane sulle sigarette datate fine anni 80: Le Marlboro contengono ormoni femminili.è meglio non fumarle. Le Chesterfield invece fanno direttamente seccare i ...
Segnalata da: Franxisco04@hotmail.com

A Savona si narra che una tizia e' arrivata al pronto soccorso perche' le era rimasto dentro un cetriolo, la tizia disse che non era riuscita a toglierlo perche' le si era rotto dentro perche' molto probabilmente lo aveva fatto bollire troppo per togliere le spinette che il cetriolo ...

Un giorno un uomo,che era in vacanza ai tropici ammise di avere visto, di notte fonda una pinna di squalo fuoriuscire dalla sabbia e vagare per la spiaggia. Questo uomo racconto tutto a sua moglie e le disse che sarebbe andato a cercare il cosidetto squalo di terra,la moglie perplessa lo lascio andare non credendogli, da quel momento di lui restarono solo le ossa sulla ...

Si dice che la fragranza di gran moda denominata "PATCHOULI" venga in realta' ricavata dalla distillazione della cacca di elefante ...

A Roma, in una sera estiva, nei pressi di via prenestina, un ragazzo conosce una ragazza sua coetanea, si dice che abbiano passato la serata insieme a casa di lei, e lui, andandosene abbia dimenticato un accendino d'oro in salotto; il giorno dopo recatosi di nuovo nel palazzo lo ferma il portiere che gli domanda da chi stava andando, lui risponde con il numero dell'interno dell'appartamento dicendogli che c'era stato la sera prima, il portiere lo guarda in modo strano e gli dice che in quell'appartamento non ci abita più nessuno da oltre sei mesi e che l'appartamento è in vendita e lui ha le chiavi per farlo vedere agli eventuali compratori; motivo della vendita, dice il portiere è che sei mesi prima una ragazza è morta nell'appartamento dopo una triste agonia, il tizio della sera prima si fa aprire l'appartamento, e, sul tavolo del salotto, tutto impolverato ritrova il suo accendino così come l'aveva ...

Anni fa, studentazzo a Pisa, passavo le sere estive sulle spallette dell'arno a guardare i ratti che leccavano le coppette di gelato gettate di sotto dagli accaldati pisani. In una di queste nottate, dopo una robusta bevuta di rosso di montalcino, io e altri due amici vedemmo attraversare l'arno da un esemplare di ratto mostruosamente lungo. Era di circa un metro e mezzo e lanciammo un urlo da svegliare la città alle tre del mattino. Questa visione ce la siamo portata avanti per parecchio tempo. Ovviamente nessuno ci credeva e attribuivano al rosso le potenzialità dell'acido lisergico. Qualche tempo dopo ci ritrovammo sulla stessa spalletta, ma stavolta alle dieci di sera, con la massa di pisani e studentazzi a prendere il fresco. E questa volta la visione fu più chiara, c'erano i lampioni ancora accesi e non avevamo bevuto. Urlammo (di gioia!) alla vista del topocane che attraversava in senso orizzontale l'Arno venendo verso di noi. Tutti guardarono la strana bestia e i testimoni stavolta furono moltissimi. Noi continuavamo ad urlare come ossessi "IL TOPOCANE, IL TOPOCANE". Un ragazzo seduto accanto a noi rideva; si avvicinò e ci disse: "Ma che topocane, imbecilli; quella è una nutria. Io sto sull'Arno tutte le sere con i canottieri e le vediamo ogni tanto. Non è neanche parente nè del topo nè del cane". Fu il crollo di quella che poteva essere una grande ...

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