Cos'è una leggenda metropolitana?
Una leggenda metropolitana è una vaccata che in molti spergiurano sia vera, ma che in realtà nessuno è in grado di provare. La leggenda metropolitana va ben oltre le fake news, non si sa mai chi l'abbia fatta circolare né si hanno informazioni sufficienti a capire se sia o no una boiata. La leggenda sconfina nel mito e viene raccontata a suon di "ho sentito dire che..." e "un amico di mio cugino giura che...". Insomma, verità zero.
Vuoi saperne di più sulle leggende metropolitane?
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Leggende metropolitane
Un camionista narrava un'avventura occorsa ad un suo collega. Praticamente costui guidava un camion con rimorchio. Inizia il sorpasso di un maggiolino giallo (specificato), ma, sovrapensiero, dimentica di avere il rimorchio e rientra prematuramente in corsia sbattendo fuori strada il povero ...
A Ciriè(TO) una donna proprietaria di un negozio di scarpe(senza fare nomi o pubblicità al negozio) un bel giorno decise di farsi il suo bel CAGNOLINO!!!! un bel barboncino nero!! bhe la signora ha trascurato un
piccolo particolare.......che hai cani si ingrossa un pochetto,e che
rimangono attaccati per un bel po'!!!! il negozio è rimasto chiuso per
tutta la giornata e la sorella della proprietaria si è
preoccupata........avendo le chiavi entrò nel negozio (anche perchè a casa non c'era) e vide una cosa che grazie al cielo vide solo ...
Segnalata da: Veronica
Attorno agli anni '80 nei pressi di una birreria della periferia di Milano successe un fatto memorabile. A fianco della birreria, dovete sapere, si trovava la cancellata di una ditta di imbottigliamento. Su detta cancellata, gli avventori della birreria ci pisciavano ogni sera fino a fare arrugginire la cancellata. Dopo la seconda sostituzione del cancello, e l'affissione di un cartello che segnalava "Vietato Pisciare", il proprietario non ne pote' proprio piu'! (gli "utenti" della birreria continuavano a pisciare come se nulla fosse). Un bel giorno collego' alla cancellata un circuito elettrico e il primo cliente della birreria prese la scossa al pipino!! Da quel giorno in poi nessuno piscio' ...
Succhi di frutta Zueg (si chiamano cosi?): un ragazzo
che lavorava li disse che una volta venne trovato un preservativo in una delle vasche...ma il peggio è che lo tolsero e fecero finta di ...
Da alcuni anni, probabilmente grazie a un curioso passaparola, ha fatto la sua comparsa, prima nei paesi lungo i muri delle case, poi sotto i portici
e sui marciapiedi delle grandi città, una variegata e antiestetica selva di bottiglie di plastica piene d'acqua.
Ad ascoltare quelli che le hanno collocate, eviterebbero che i gatti, o, secondo altri, i cani si soffermino a fare pipì. Sono in molti pronti a giurare sull'efficacia del metodo. Anche se le
ragioni restano sovente vaghe, queste sono le più ricorrenti:
- I cani specchiandosi sulle bottiglie, si
allontanerebbero per paura;
- I padroni hanno paura che si tratti di acqua
avvelenata;
- I cani avrebbero paura delle ombre proiettate
dalle bottiglie;
- I padroni le vedono e capiscono che in quel punto
non devono far fare la pipì ai loro animali
- I cani si avvicinano alle bottiglie per fare
pipì, e alzando la gamba le sposterebbero facendole cadere a terra. A
questo punto, spaventati scapperebbero
-Gli animali avvertono, al contatto con le
bottiglie, una leggera scossa elettrica che li allontanerebbe
Eppure non esiste alcuna interpretazione scientifica che avvalori l'
efficacia delle bottiglie. Anzi, abbiamo testimonianze che dimostrano
proprio il contrario: cani e gatti sono stati sorpresi a far pipì proprio
sulle bottiglie che avrebbero dovuto allontanarli.
E di Leggenda quindi si tratta, diffusa oltre che nel nostro paese anche
in Spagna e in Argentina.
Ma vi è un precedente. A metà degli anni Ottanta nel mondo anglosassone si
era diffusa l'usanza di disporre bottiglie di plastica piene per metà di
acqua nei prati. Anche in questo caso si sarebbe trattato di un metodo
infallibile per evitare che i cani facessero i loro bisognini sui tappeti
erbosi. La voce si era diffusa negli USA., Canada, Giappone, Australia,
Nuova Zelanda e in ...
Segnalata da: Ruben
A Reggio Emilia si raccontava di un tipo molto bravo nell'uso dello scooter. Questo un giorno stava viaggiando tranquillamente quando all'improvviso vide un gatto uscire dal lato della strada, non riusci' a frenare ma non cadde, perche' il gatto era passato tra la ruota davanti e quella dietro senza ...
Casa infestata dagli spettri. I primi proprietari sono marito e moglie. Il marito scoprendo il tradimento della moglie manda una maledizione alla moglie e si uccide con un colpo in testa(il sangue dopo 40 anni e varie tinteggiature continua a farsi vedere sul muro), la moglie e'ancora viva ma è in un manicomio. Poi ci fu una mamma che uccise il figlio e lo sottero' in
giardino, poi un ragazzo viveva con la famiglia e padre e madre che muoiono in un incidende automobilistico e dopo mesi nel sentire voci strane si impicca..... praticamente quella casa faceva impazzire le persone che ci andavano ad abitare. La mia amica è entrata di nascosto con amici(la casa e'
disabitata e in vendita) per farsi luce usavano un accendino che
magicamente si spegneva all'entrata della stanza, la mia amica giura di aver sentito delle voci e di aver visto pure un ombra. Per questo scapparono e l'ultima ad uscire giura di aver sentito qualcuno che la spigeva per ...
In provincia di Modena, una donna sulla quarantina viene chiamata "biciclettata" perchè negli anni in cui era ancora una fanciulla abile e formosa fu trovata in un campo di ortiche a massaggiarsi molto profondamente col manubrio della sua bicicletta che non ha ancora ...
Segnalata da: Anya
Anni fa, studentazzo a Pisa, passavo le sere estive sulle spallette dell'arno a guardare i ratti che leccavano le coppette di gelato gettate di sotto dagli accaldati pisani. In una di queste nottate, dopo una robusta bevuta di rosso di montalcino, io e altri due amici vedemmo attraversare l'arno da un esemplare di ratto mostruosamente lungo. Era di circa un metro e mezzo e lanciammo un urlo da svegliare la città alle tre del mattino.
Questa visione ce la siamo portata avanti per parecchio tempo. Ovviamente nessuno ci credeva e attribuivano al rosso le potenzialità dell'acido lisergico.
Qualche tempo dopo ci ritrovammo sulla stessa spalletta, ma stavolta alle dieci di sera, con la massa di pisani e studentazzi a prendere il fresco. E questa volta la visione fu più chiara, c'erano i lampioni ancora accesi e non avevamo bevuto. Urlammo (di gioia!) alla vista del topocane che attraversava in senso orizzontale l'Arno venendo verso di noi. Tutti guardarono la strana bestia e i testimoni stavolta furono moltissimi. Noi continuavamo ad urlare come ossessi "IL TOPOCANE, IL TOPOCANE". Un ragazzo seduto accanto a noi rideva; si avvicinò e ci disse: "Ma che topocane, imbecilli; quella è una nutria. Io sto sull'Arno tutte le sere con i canottieri e le vediamo ogni tanto. Non è neanche parente nè del topo nè del cane".
Fu il crollo di quella che poteva essere una grande ...
Compito in classe: Tema!!
Titolo: "dimostra l'esistenza di questa sedia".
Dopo pochi minuti un alunno si alza e consegna il foglio: "Quale ...
Segnalata da: Gizah
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