La Pecora Sclera Ogni gregge ha il suo leader

La differenza tra manifestanti di destra e sinistra

Testo umoristico: politica e società

Manifestanti di sinistra

Partono in treno un paio di giorni prima, non pagano il biglietto, tanto viaggiano in numero sufficiente per fare abbastanza casino da non permettere ai controllori di passare.
Quando sale la Polfer proseguono il viaggio scendendo dalla coda del treno e risalendo in testa.
La metá rimane a piedi in qualche paesino sconosciuto.
Qualcuno si rinchiude nei cessi di prima classe e ne esce tre fermate dopo la stazione di destinazione.

Pernottano presso degli amici o presso qualche centro sociale dove finiscono i pochi soldi che hanno in fumo e tavernello.
Il giorno del corteo si presentano con svariate ore di ritardo completamente storditi e nella piazza sbagliata, di solito quella dove polizia e carabinieri parcheggiano i blindati e rimediano cosí la prima scarica di mazzate.

I negozi sono tutti chiusi (anche a causa della loro presenza) e non c'é in giro un'anima cui chiedere informazioni.

Dopo aver vagato a caso per le traverse della cittá, una buona parte finisce in una processione, un'altra parte si perde definitivamente e qualcuno si unisce all'ala del corteo che, per cercare di passare in testa allo stesso, s'é a sua volta perduta.

Qualcuno particolarmente sfigato si infila a pisciare in un portone, l'unico dove ancora esiste una portinaia che lo prende a mazzate sulla schiena col manico della scopa. Un giornalista de "il Manifesto" riporterá: reazionari borghesi ostacolano la libertá d'espressione.

Quasi nessuno sa contro chi o cosa si stia manifestando: l'importante é fare casino e insultare berlusconi.

Un'altra ala si stacca dal corteo per passare sotto un consolato o un ambasciata: corsa indietro e altra scarica di mazzate divisa fra coloro che si attardano e quelli che erano rimasti sul percorso principale e non hanno visto arrivare i celerini.

Arrivo al termine previsto, nessuno si ricorda perché erano andati lí e il tutto diventa una festa jamaicana fino a che non vengono dispersi.

Ritorno in treno con le modalitá giá viste, ma carichi di tavernello, birra di marca sconosciuta e soprattutto lividi.

Il giorno dopo tutti a parlare di come il loro impegno abbia contribuito a migliorare la societá o a vantarsi della sbornia presa.

Manfestanti di destra

Partono la sera prima se viaggiano in treno (prenotato prima classe) oppure partono la mattina in auto, in modo che durante il tragitto possono fermarsi a quell'agriturismo-dove-si-mangia-tanto-bene-é-l'occasione-buona-per-andarci.

Pernottano in albergo.

Al ritrovo in piazza tutti hanno qualche slogan da esibire ma tutti si vergognano a portare anche un semplice cartello perché-se-qualcuno-mi-conosce-che-figura-faccio.
Qualcuno dá tuttavia libero sfogo agli istinti repressi e si esibisce in qualche carnevalata ripresa:
- da Canale 5 (per dimostrare l'esasperazione);
- da Rai 3 (per ridicolizzare i partecipanti).

Chi arriva due ore prima si snerva e sollecita gli organizzatori a partire cosí facciamo vedere la nostra efficienza, mentre la maggior parte arriva in ritardo che deve telefonare in azienda o perché vuole presentarsi con il collega al quale ha dato appuntamento ma non sanno bene dove nessuno dei due.

Il corteo si divide in capannelli, le donne parlano di moda e gli uomini, divisi per categorie, parlano solo di lavoro, si scambiano biglietti da visita e se ne fregano della manifestazione, almeno fino a che sul palco non sale qualche personaggio famoso e tutti vogliono farsi la foto.
Ci vorranno mesi per riaccoppiare i cellulari e i loro proprietari.

Rientro in treno o scroccando passaggi ai colleghi venuti in macchina. Per i secondi sosta all'agriturismo.

Nei tre giorni successivi tutti a vantarsi su come si fa una manifestazione civile e consegna delle ricevute e dei biglietti FF.SS. al commercialista perché li scarichi come "spese di rappresentanza".

Il giorno dopo, in parlamento

É un altro giorno qualsiasi...

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