La Pecora Sclera

Leggende metropolitane

Fantasia o realtà? Leggenda o verità? Stasera mangio una carbonara o sto leggero?

Cos'è una leggenda metropolitana?

Una leggenda metropolitana è una vaccata che in molti spergiurano sia vera, ma che in realtà nessuno è in grado di provare. La leggenda metropolitana va ben oltre le fake news, non si sa mai chi l'abbia fatta circolare né si hanno informazioni sufficienti a capire se sia o no una boiata. La leggenda sconfina nel mito e viene raccontata a suon di "ho sentito dire che..." e "un amico di mio cugino giura che...". Insomma, verità zero.
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Leggende metropolitane

All'istituto tecnico industriale un ragazzo che ha sui registri più assenze che presenze e più voti negativi che positivi, viene chiamato in direzione. Il preside con sguardo sprezzante lo guarda e diretto gli domanda:"Ti ritiri?". Lo studente senza battere ciglio lo guarda e gli risponde "Tara ...
Segnalata da: Giangian

Delle persone che conosco sono andate in gita in un luogo di montagna popolato solo da vecchi. Si dice che ci sia un fantasma bambino che, per esistere, ha bisogno... di pelle umana... di bambino. Una sera, al ritorno da una camminata, queste persone trovarono un gran disordine nella pensione dove alloggiavano... anche se non c'era nessuno in quel periodo. Tra le altre cose fuori posto c'erano dei bicchieri macchiati di rosso, con scritta una data: quella della morte dello spirito ...
Segnalata da: eman

Si racconta che un ragazza alla prima esperienza lavorativa viene presa a fare la baby-sitter di un banbino di 1 anno, si presenta a casa loro ed e' tutto normale, i genitori escono, e allora la ragazza decide di fare il bagno al bambino,quando lo tira fuori dall'acqua invece di asciugarlo nel metodo tradizionale lo mette nel forno per 3 ...

Pronto soccorso di Lucca:un uomo disperato si rivolge all' infermiera dicendo che, masturbandosi via retto, il vibratore era "penetrato"troppo in profondità.Dopo la visita si è riscontrato che il "corpo estraneo" (sempre in funzione), era arrivato all' altezza dell' addome.E' stato necessario un intervento...il "coso" in questione era lungo 20 ...

Una volta si diceva che, se portavi 100 bollini del monopolio di stato (quelli dei pacchetti di sigarette) ad un certo famigerato marocchino, lui in cambio ti dava una ...

A Ciriè(TO) una donna proprietaria di un negozio di scarpe(senza fare nomi o pubblicità al negozio) un bel giorno decise di farsi il suo bel CAGNOLINO!!!! un bel barboncino nero!! bhe la signora ha trascurato un piccolo particolare.......che hai cani si ingrossa un pochetto,e che rimangono attaccati per un bel po'!!!! il negozio è rimasto chiuso per tutta la giornata e la sorella della proprietaria si è preoccupata........avendo le chiavi entrò nel negozio (anche perchè a casa non c'era) e vide una cosa che grazie al cielo vide solo ...
Segnalata da: Veronica

Una tizia in america ha chiesto il rimborso per le cure mediche che ha dovuto fare al proprio gatto alla ditta costruttrice della sua lavatrice,perchè sulle istruzioni non c'era scritto che gli animali non devono essere lavati in ...

A Siena un bancario travestito da Batman ha imbavagliato e legato al letto la propria amante nuda, dopodiche è salito sul mobile per lanciarsi su di lei imitando il noto supereroe, ma è atterrato male, ha sbattuto la testa e svenuto. La poverina, rimasta intrappolata, è riuscita con i propri lamenti a richiamare l'attenzione, sono interventui i pompieri e soccorso l'improbabile uomo ...

Un tizio, dentro ad una scatoletta di bocconcini di pollo impanati comprata da Mc Donald's, ha trovato una testa di pollo ...

Anni fa, studentazzo a Pisa, passavo le sere estive sulle spallette dell'arno a guardare i ratti che leccavano le coppette di gelato gettate di sotto dagli accaldati pisani. In una di queste nottate, dopo una robusta bevuta di rosso di montalcino, io e altri due amici vedemmo attraversare l'arno da un esemplare di ratto mostruosamente lungo. Era di circa un metro e mezzo e lanciammo un urlo da svegliare la città alle tre del mattino. Questa visione ce la siamo portata avanti per parecchio tempo. Ovviamente nessuno ci credeva e attribuivano al rosso le potenzialità dell'acido lisergico. Qualche tempo dopo ci ritrovammo sulla stessa spalletta, ma stavolta alle dieci di sera, con la massa di pisani e studentazzi a prendere il fresco. E questa volta la visione fu più chiara, c'erano i lampioni ancora accesi e non avevamo bevuto. Urlammo (di gioia!) alla vista del topocane che attraversava in senso orizzontale l'Arno venendo verso di noi. Tutti guardarono la strana bestia e i testimoni stavolta furono moltissimi. Noi continuavamo ad urlare come ossessi "IL TOPOCANE, IL TOPOCANE". Un ragazzo seduto accanto a noi rideva; si avvicinò e ci disse: "Ma che topocane, imbecilli; quella è una nutria. Io sto sull'Arno tutte le sere con i canottieri e le vediamo ogni tanto. Non è neanche parente nè del topo nè del cane". Fu il crollo di quella che poteva essere una grande ...

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