Cos'è una leggenda metropolitana?
Una leggenda metropolitana è una vaccata che in molti spergiurano sia vera, ma che in realtà nessuno è in grado di provare. La leggenda metropolitana va ben oltre le fake news, non si sa mai chi l'abbia fatta circolare né si hanno informazioni sufficienti a capire se sia o no una boiata. La leggenda sconfina nel mito e viene raccontata a suon di "ho sentito dire che..." e "un amico di mio cugino giura che...". Insomma, verità zero.
Vuoi saperne di più sulle leggende metropolitane?
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Leggende metropolitane
Il fratello di mio cugino che fa l'usciere in un istituto di astrofisica mi ha detto che esiste un pianeta vagabondo chiamato Nibiru che gira per il sistema solare. Periodicamente c'è la possibilità che colpisca la terra, ma non si può essere mai scientificamente certi e di anno in anno può ...
Segnalata da: Gundam ubriaco
In provincia di Modena, una donna sulla quarantina viene chiamata "biciclettata" perchè negli anni in cui era ancora una fanciulla abile e formosa fu trovata in un campo di ortiche a massaggiarsi molto profondamente col manubrio della sua bicicletta che non ha ancora ...
Segnalata da: Anya
Una giovane coppia
dell'età di 16 anni decide di fare l'amore per la prima volta e lui
introducendo il pene nella vagina vergine della ragazza le rompe una vena
e la ragazza muore dissanguata davanti agli occhi dell giovanissimo
fidanzatino...... immaginate come stà adesso il ...
Un camionista narrava un'avventura occorsa ad un suo collega. Praticamente costui guidava un camion con rimorchio. Inizia il sorpasso di un maggiolino giallo (specificato), ma, sovrapensiero, dimentica di avere il rimorchio e rientra prematuramente in corsia sbattendo fuori strada il povero ...
Sono un pompiere e un giorno ci hanno chiamati per un intervento speciale: un uomo era rimasto incastrato con una mano dentro al termosifone. Quando siamo arrivati ci siamo resi conto che non era la mano incastrata ma bensì il pene. Il ragazzo aveva 18 anni e un pene veramente grande (circa 25 cm). La cosa più strana è come l'abbiamo liberato: dopo aver tagliato tutto il possibile il pene era ancora incastrato dentro alle ultime due sbarre ed era in piena erezione. Non sapendo più che fare gli abbiamo detto di masturbarsi così gli si sarebbe ritirato! beh per farlo uscire ce ne sono volute 3 di ...
Segnalata da: pompiere anonimo
Nel 1980 nel periodo del grande terremoto in Irpinia, incominci� a girare a Pomigliano una storia molto singolare. Il cugino di un amico di famiglia (dopo alcune indagini anche al cugino dell'amico di famiglia era stata raccontata) si trovava in macchina , quando all'improvviso una vecchietta gli chiese un passaggio. Lui molto gentilmente la fece salire. La signora doveva recarsi nei pressi del cimitero. Arrivati a destinazione la vecchia si gir� e disse le seguenti parole al conducente:" Giuin�(Giovane), siete stato talmente gentile che io adesso voglio farvi un regalo...Statevi attento che in tal giorno a tale ora , ci sar� una violentissima scossa di terremoto..." Il signore perplesso ringrazi� la signora, si volt� un secondo per dare un occhio alla strada, si rigir� e la vecchia era scomparsa, svanita nel nulla. Fin qui questa storia ha tutti i presupposti per essere considerata una leggenda metropolitana, ma il fatto singolare � che veniva raccontata alcuni giorni prima che il fatto avvenisse. E infatti tra lo stupore,la paura e l'incredulit� totale la vecchia aveva ...
Segnalata da: Fabio F.
Narra la leggenda che in un liceo di Modena, un ragazzo abbia ruttato in faccia alla prof.ssa così forte da romperle gli ...
Mi nonna mi raccontava che per non far lacrimare gli occhi quando si affettano le cipolle crude bisogna tenere in bocca un fiammifero dalla parte del legno. Lo zolfo della capocchia attirerebbe le esalazioni degli ortaggi evitando lo spiacevole ...
Segnalata da: zak
Anni fa, studentazzo a Pisa, passavo le sere estive sulle spallette dell'arno a guardare i ratti che leccavano le coppette di gelato gettate di sotto dagli accaldati pisani. In una di queste nottate, dopo una robusta bevuta di rosso di montalcino, io e altri due amici vedemmo attraversare l'arno da un esemplare di ratto mostruosamente lungo. Era di circa un metro e mezzo e lanciammo un urlo da svegliare la città alle tre del mattino.
Questa visione ce la siamo portata avanti per parecchio tempo. Ovviamente nessuno ci credeva e attribuivano al rosso le potenzialità dell'acido lisergico.
Qualche tempo dopo ci ritrovammo sulla stessa spalletta, ma stavolta alle dieci di sera, con la massa di pisani e studentazzi a prendere il fresco. E questa volta la visione fu più chiara, c'erano i lampioni ancora accesi e non avevamo bevuto. Urlammo (di gioia!) alla vista del topocane che attraversava in senso orizzontale l'Arno venendo verso di noi. Tutti guardarono la strana bestia e i testimoni stavolta furono moltissimi. Noi continuavamo ad urlare come ossessi "IL TOPOCANE, IL TOPOCANE". Un ragazzo seduto accanto a noi rideva; si avvicinò e ci disse: "Ma che topocane, imbecilli; quella è una nutria. Io sto sull'Arno tutte le sere con i canottieri e le vediamo ogni tanto. Non è neanche parente nè del topo nè del cane".
Fu il crollo di quella che poteva essere una grande ...
Diversi anni fa girava la storia di un padre e di sua figlia. Un giorno, in una gita familiare, il padre riprendeva la figlioletta con la telecamera intenta a correre fra gli alberi di un bosco, ma ad un certo punto la bambina sparì dietro un albero e non riuscì. Il padre, la polizia, la cercarono ovunque ma mai più niente si è saputo della bambina scomparsa dietro l'albero del ...
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