Cos'è una leggenda metropolitana?
Una leggenda metropolitana è una vaccata che in molti spergiurano sia vera, ma che in realtà nessuno è in grado di provare. La leggenda metropolitana va ben oltre le fake news, non si sa mai chi l'abbia fatta circolare né si hanno informazioni sufficienti a capire se sia o no una boiata. La leggenda sconfina nel mito e viene raccontata a suon di "ho sentito dire che..." e "un amico di mio cugino giura che...". Insomma, verità zero.
Vuoi saperne di più sulle leggende metropolitane?
Vuoi saperne di più sulle leggende metropolitane?
Leggende metropolitane
Una signora va in Brasile in vacanza, torna a casa e vede che la sua guancia e' gonfia. Non se ne preoccupa, pero' si alza la mattina dopo, e la vede ancora piu' gonfia. Questo per una settimana, finche' si decide ad andare dal medico. I medici, non sapendo a cosa sia dovuto, decidono di praticarle un taglio nella guancia per vedere cos'ha e ne escono centinaia di ...
Questa si e' letta su un giornale il giorno dopo lo scritto di italiano agli esami di maturita'.. In pratica si dice che in Australia verrebbero dati gli stessi temi di quelli dell'Italia (o e' il contrario?) e che percio' gli studenti (causa fuso orario) saprebbero gli argomenti in anticipo!! Anzi questo succederebbe anche tramite ...
Uno studente, nel fissare troppo insistentemente una ragazza
sulla banchina della metropolitana, non si accorge di aver oltrepassato la linea gialla di sicurezza, arriva il metrò e si becca in piena faccia lo specchietto del ...
A Roma, in una sera estiva, nei pressi di via prenestina, un ragazzo conosce una ragazza sua coetanea, si dice che abbiano passato la serata insieme a casa di lei, e lui, andandosene abbia dimenticato un accendino d'oro in salotto; il giorno dopo recatosi di nuovo nel palazzo lo ferma il portiere che gli
domanda da chi stava andando, lui risponde con il numero dell'interno dell'appartamento dicendogli che c'era stato la sera prima, il portiere lo guarda in modo strano e gli dice che in quell'appartamento non ci abita più nessuno da oltre sei mesi e che l'appartamento è in vendita e lui ha le chiavi per farlo vedere agli eventuali compratori; motivo della vendita, dice il portiere è che sei mesi prima una ragazza è morta
nell'appartamento dopo una triste agonia, il tizio della sera prima si fa aprire l'appartamento, e, sul tavolo del salotto, tutto impolverato ritrova il suo accendino così come l'aveva ...
Al pronto soccorso di Torre del Greco (NA) si presenta un uomo di mezza eta' con una giovane donna. I sanitari si rendono conto subito del problema. Per stimolare l'uomo, la donna ha utilizzato un flacone di bagnoschiuma Vidal, caratterizzato dal tappo appuntito a forma di pino. Sfortunatamente il tappo si e' svitato, restando infilato nel retto dell'uomo. Dopo tre ore di tentativi disperati di afferrare il tappo, incastrato meglio di un arpione, con pinze e strumenti chirurgici, i medici si rassegnano ad operare il paziente con incisione addominale. Sono bloccati da un anziano e smaliziato infermiere che invece suggerisce di rimandare a casa la coppia a recuperare la bottiglia. Introducendo la bottiglia e avvitandola al suo tappo, l'operazione e' stata finalmente ...
Un motociclista si mette la giacca a vento al contrario (con la cerniera dietro...) per ripararsi meglio dal freddo che, facendo un incidente sviene, e chi lo soccorre girandogli la testa dalla parte giusta lo ...
Attorno agli anni '80 nei pressi di una birreria della periferia di Milano successe un fatto memorabile. A fianco della birreria, dovete sapere, si trovava la cancellata di una ditta di imbottigliamento. Su detta cancellata, gli avventori della birreria ci pisciavano ogni sera fino a fare arrugginire la cancellata. Dopo la seconda sostituzione del cancello, e l'affissione di un cartello che segnalava "Vietato Pisciare", il proprietario non ne pote' proprio piu'! (gli "utenti" della birreria continuavano a pisciare come se nulla fosse). Un bel giorno collego' alla cancellata un circuito elettrico e il primo cliente della birreria prese la scossa al pipino!! Da quel giorno in poi nessuno piscio' ...
Un ragazzo in motorino finisce sotto un camion. La gente intorno, sembra morto, il conducente impazzito. Poi si alza, come niente fosse successo, pieno di polvere, apre la visiera del casco. Viene portato in un bar per riprendersi. Appena entrato fa per togliersi il casco e la testa gli si apre a meta' e ...
Una mia amica è stata avvicinata ieri pomeriggio nel posteggio di un centro commerciale di Torino (Carrefour) da due uomini; le hanno chiesto quale profumo usasse. Dopo hanno domandato se voleva provare un campione di una nuova fragranza che le avrebbero venduto ad un prezzo molto vantaggioso.
L'avrebbe probabilmente provato ma per fortuna aveva appena ricevuto una e-mail con la quale veniva avvertita che in Italia potrebbe essere arrivata una droga dalla Colombia: un burundanga spray (una droga alla datura, alla scopolamina o al roipnol che anulla la volontà e fa perdere la memoria per 6 - 12 ore).
Gli uomini starebbero appostati tra le vetture posteggiate, probabilmente in attesa di una nuova vittima. La mia amica ha fermato un'altra donna che andava nella loro direzione, glieli ha indicati e le ha spiegato che aveva appunto ricevuto una e-mail in ufficio nella quale l'avevano avvertita di queste violenze (scippi e violenze ...
Segnalata da: Fede - Brunilde
Anni fa, studentazzo a Pisa, passavo le sere estive sulle spallette dell'arno a guardare i ratti che leccavano le coppette di gelato gettate di sotto dagli accaldati pisani. In una di queste nottate, dopo una robusta bevuta di rosso di montalcino, io e altri due amici vedemmo attraversare l'arno da un esemplare di ratto mostruosamente lungo. Era di circa un metro e mezzo e lanciammo un urlo da svegliare la città alle tre del mattino.
Questa visione ce la siamo portata avanti per parecchio tempo. Ovviamente nessuno ci credeva e attribuivano al rosso le potenzialità dell'acido lisergico.
Qualche tempo dopo ci ritrovammo sulla stessa spalletta, ma stavolta alle dieci di sera, con la massa di pisani e studentazzi a prendere il fresco. E questa volta la visione fu più chiara, c'erano i lampioni ancora accesi e non avevamo bevuto. Urlammo (di gioia!) alla vista del topocane che attraversava in senso orizzontale l'Arno venendo verso di noi. Tutti guardarono la strana bestia e i testimoni stavolta furono moltissimi. Noi continuavamo ad urlare come ossessi "IL TOPOCANE, IL TOPOCANE". Un ragazzo seduto accanto a noi rideva; si avvicinò e ci disse: "Ma che topocane, imbecilli; quella è una nutria. Io sto sull'Arno tutte le sere con i canottieri e le vediamo ogni tanto. Non è neanche parente nè del topo nè del cane".
Fu il crollo di quella che poteva essere una grande ...
Leggende per genere
Scegli un tema


